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Agriturismi In Italia Regione Abruzzo |
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Nei primi tratti questi mantengono un andamento longitudinale, parallelo alle montagne; si aprono poi un varco trasversale attraverso gole strette e profonde e sfociano al mare dopo aver solcato le colline. La rete fluviale e' in parte superficiale e in parte sotterranea poiche' in molte zone i fiumi si inabissano in fessure del terreno per riaffiorare a chilometri di distanza. Quasi tutti sfociano nell'Adriatico, solo il Liri e il Volturno si gettano nel Tirreno. I fiumi piu' importanti nascono dalle catene montuose ed hanno portate consistenti, gli altri - generalmente a corso piu' breve e di scarsa portata - nascono al limite orientale delle montagne. Fra i primi si ricordano il Tronto, il Vomano, l'Aterno-Pescara, il Sangro; fra i secondi il Vibrata, il Salinello, il Tordino, il Tavo, il Foro. Per quanto riguarda i laghi, scomparso quello del Fucino, il maggiore e' ora quello di Scanno che, posto a 922 metri di altezza nell'alta valle del Sagittario, fra il monte Genzana e la Montagna Grande, si estende per circa un chilometro quadrato. Gli altri laghi della regione sono tutti molto piccoli, di origine per lo piu' carsica o glaciale. Provincie In Abruzzo : Chieti L'Aquila Pescara Teramo |
Il territorio abruzzese ha un diametro lungo circa 150 chilometri. La fascia litoranea, lunga 129 chilometri, si allunga dal fiume Tronto al Trigno e costituisce il confine orientale della regione che a Nord e' contigua alle Marche, a Sud al Molise e a Ovest al Lazio. Il territorio regionale e' pari a 10.947 chilometri quadrati, la maggior parte dei quali (il 65,1%, 7.027 kmq) sono occupati dalla montagna. Il 34,9% e' occupato da collina. E' completamente assente una vera e propria pianura nei pressi della costa mentre all'interno, nei fondovalle dei fiumi e a quote piuttosto elevate, ne esistono diverse, la piu' estesa delle quali, la Piana del Fucino, puo' essere considerata "artificiale" poiche' e' stata ottenuta dal prosciugamento dell'omonimo lago nel secolo scorso. Il territorio delle quattro province abruzzesi e' suddiviso in zone altimetriche profondamente differenti. La provincia di L'Aquila e' integralmente caratterizzata dalla montagna, in quella di Chieti prevale la collina mentre a Pescara e a Teramo montagna e collina si equivalgono. Il blocco montuoso che domina la regione si dirama in tre catene parallele tra loro, intervallate da ampie conche. I gruppi montuosi piu' elevati dell'intero Appennino sono il Gran Sasso e la Majella. Il Gran Sasso e' costituito da una lunga dorsale orientata per circa 35 km in direzione prevalente ONO-ESE. Il maestoso massiccio, dentellato e con pareti molto scoscese biancastre o grigie, dall'altipiano carsico di Campo Imperatore (1600 m. di quota e circa 150 kmq di estensione) si erge, in uno scenario dolomitico, con vette ricche di guglie, creste, pareti verticali che si innalzano oltre i 2.000 metri. Fra queste si ricordano il Corno Grande (m 2.912), dove sopravvive l'unico ghiacciaio dell'Appennino, il Calderone; il Corno Piccolo (m 2637), il monte Brancastello (m 2.560), il monte Aquila (m 2.495). A Nord il gruppo del Gran Sasso, dopo le gole della Provvidenza, si collega alle montagne della Laga, ricche di boschi e con vette che raggiungono quasi i 2.500 metri come il Gorzano (m 2.458), il Pizzo Svevo (m 2.419) o il Monte di Mezzo, autentico balcone sul lago di Campotosto, il bacino artificiale al servizio degli impianti idroelettrici della valle del Vomano. Il gruppo della Majella e' separato da quello del Gran Sasso dalle montagne del Morrone e si trova immediatamente a ridosso della parte meridionale del litorale abruzzese. Le montagne del gruppo si innalzano direttamente sulle colline del chietino, della Frentania e sulle valli dell'Aventino, del Pescara e del Gizio e si ergono sull'ampia conca peligna. La vetta del monte Amaro (m 2793), la cima piu' alta d'Abruzzo dopo il Corno Grande, domina l'altopiano carsico di Femmina Morta lungo circa 4 chilometri e, verso Sud, una enorme cupola di roccia calcarea solcata da profondi canali che terminano con nude pareti sulla Valle dell'Aventino. Ad occidente dei massicci della Majella e del Gran Sasso e' un'altra catena, con vette che non superano i 2.500 metri di altezza. Le piu' importanti sono i monti Velino (m 2.487) e Sirente (m 2.349), non lontani dal confine con il Lazio, e il monte Greco (m 2.283) al confine con il Molise. Nella zona piu' bassa del Velino si aprono, tra pareti scoscese, gli ampi pianori di Campo Felice e dei Piani di Pezza. Sempre sul Velino e' da ricordare il lago della Duchessa, posto a 1.772 metri di altitudine, mentre fra Velino e Sirente, a piu' di 1.200 metri di altitudine, si trova l'ampio altopiano delle Rocche. La piana del Fucino divide la catena del Velino Sirente da una terza, che solo parzialmente e' abruzzese poiche' corre lungo il confine con il Lazio. Essa e' composta dall'esteso gruppo dei monti Simbruini ed Ernici che superano di poco i 2.000 metri. Oltre l'ampio solco della Valle Roveto la catena raggiunge il confine sud-occidentale della regione ricongiungendosi con i Monti della Meta e delle Mainarde. La disposizione delle catene montuose, parallele alla costa, condiziona il decorso dei fiumi.
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